La dimora di un uomo di mare genovese, il Capitano D'Albertis, diventa un punto di partenza per un viaggio che ci conduce, percorrendo Sala Nautica, Salotto Turco, Sala Colombiana e Sala delle Meridiane, ai popoli da lui visitati e alla radice dei nostri processi di costruzione dell'identità, dell'appartenenza e dell'appropriazione.
Allo sguardo ottocentesco affascinato per l'esotico del capitano, nello spazio del bastione ottocentesco, portato interamente alla luce dal restauro del castello, viene affiancato uno sguardo rinnovato e contemporaneo sul mondo extraeuropeo, per una riflessione sulla nostra e sulle altre culture con la partecipazione dei veri protagonisti e legittimi attori, le popolazioni indigene stesse che hanno prodotto il materiale.
Ai diversi strati architettonici della struttura edilizia corrispondono diversi livelli di lettura, che rendono Castello D'Albertis uno spazio polifonico, luogo deputato per il dialogo e la comunicazione tra le città e il mondo extraeuropeo, oltre gli stereotipi e le convenzioni.
L'allestimento espositivo ribalta la nostra visione del mondo e della rappresentazione museale, avvalendosi del coinvolgimento delle comunità locali ed internazionali, di accorgimenti multimediali e soprattutto di un design che evidenzia la valenza segnica e la pregnanza culturale dei materiali.
Infine, grazie alla collaborazione con Echo Art, Genova può offrire al Castello D'Albertis il Museo delle Musiche del Mondo: strumenti, laboratori, spettacoli, mostre, e ascolti dal mondo e intorno al mondo.